The Council Hide and Seek, recensione

26/05/2018 - Punteggio:
The Council Hide and Seek, recensione

La sensazione che gl'intrighi fossero più grandi di quanto si lasciasse intendere, e che le macchinazioni sottotraccia potessero condurre a degli esiti stupefacenti era piuttosto forte, tant'è che tra chi aveva dato una chance al titolo era rimasto con molta curiosità sul prosieguo della storia. 

Who's Next?

Dopo The Mad Ones era dunque lecito capire dove Big Bad Wolf volesse andare parare, e si può adesso affermare con certezza che con Hide and Seek la narrazione sta assumendo dei connotati più chiari. Il primo capitolo era insomma preparatorio a ciò che sarebbe accaduto, e sebbene The Council non sia ancora in grado di spiccare il volo, da adesso fino al quinto ed ultimo episodio è evidente quanto la trama possa regalare discrete soddisfazioni sia agli amanti delle avventure classiche, sia a chi è un estimatore dei thriller. 

Il gioco non fa alcun riassunto del capitolo precedente, e questo è un male, visto che tra il primo e il secondo episodio sono intercorsi ben due mesi di distanza e la memoria non può essere così fresca. Oltretutto – va ricordato – il gioco è completamente in inglese, ha dei dialoghi spesso molto fitti, approfonditi e in perenne equilibrio tra libera colloquialità e sotterfugio, pertanto un breve compendio video di pochi minuti sarebbe stato senz'altro gradito. Soprattutto perché sia l'inizio, sia il finale di Hide and Seek, sembrano estrapolati a forza da un racconto che avrebbe dovuto essere unico, senza fare preamboli nell'introduzione e con un'interruzione brutale dopo il finale cliffhanger.

Poco male, ci siamo noi a rinfrescarvi la memoria: "Un membro di una società segreta di alto bordo, Louis De Richet (figlio dell'anziana donna considerata tra le personalità più importanti della lobby) viene invitato su una sorta di minuscolo isolotto. Si trova lì perché la madre è sparita in circostanze ancora tutte da svelare, e nel contempo accetta l'invito per rappresentare la sua famiglia e tenere conciliabolo coi personaggi che, di fatto, agiscono esattamente come quelli di una commedia teatrale dai toni thriller.

Ritroviamo in Hide and Seek le figure di spicco e gli ambigui personaggi che hanno animato l'approdo di Louis alla corte del misterioso Lord Mortimer, ma a differenza di quanto visto un paio di mesi fa, adesso tutta la vicenda assume dei toni molto più da giallo, con sospetti che serpeggiano ancora più velenosi e un generale gioco delle parti ben orchestrato. 

A seconda delle scelte compiute nel predecessore, le quali vi avranno condotto a due finali differenti, l'inizio della nuova puntata (composta questa volta da tre capitoli) offre al giocatore una diversa prospettiva sugli eventi, ma comunque legata a uno dei luoghi comuni più apprezzati per il genere di riferimento: l'omicidio. Nell'immenso palazzo del Lord, infatti, è appena stato compiuto un brutale assassinio, di cui - sempre in base alle decisioni prese in precedenza - potremo essere considerati i primi sospettati oppure, di contro, essere le persone incaricate di raccogliere le prove necessarie a individuare un colpevole. Nel primo caso non dovremo fare altro che affrontare un piccolo interrogatorio sotto forma di "confronto" (ovvero quelle battaglie verbali divise in più step, in cui è possibile convincere un interlocutore della nostra buona fede oppure indurlo a rivelarci qualche prezioso indizio), mentre nel secondo ci verrà chiesto di affrontare una digressione investigativa a caccia di indizi nelle stanze di tutti gli ospiti, cosa che ci permette anche di conoscere meglio le loro personalità e alcuni frammenti dei loro segreti (oltre che ovviamente di racimolare oggetti e punti XP).

Indipendentemente dalla risoluzione della questione (che può anche condurci ad un nulla di fatto), comunque, il caso verrà momentaneamente archiviato da Mortimer, la cui priorità è piuttosto quella di rintracciare al più presto nostra madre e capire perché sta cercando di nascondersi, spostandosi costantemente da una parte all'altra dell'isola e lasciando alle sue spalle solamente poche tracce confuse. È da qui che, tra nuove rivelazioni sconcertanti, Hide and Seek abbraccia tutti gli aspetti migliori di un'avventura narrativa di stampo classico, dove l'esplorazione ed i complessi puzzle ambientali rappresentano gli ingredienti principali di una ricetta riuscitissima. Proprio i numerosi e machiavellici enigmi presenti in questa sezione dell'avventura sono i principali responsabili dell'innalzamento del livello qualitativo di tutta l'esperienza, grazie a un level design ben calcolato e a una costante contaminazione di elementi desunti dalla sfera religiosa o dalla storia dell'arte: pane per i denti di tutti quegli appassionati in cerca di un titolo capace persino di offrire interessanti curiosità culturali.

Una formula vincente

I due mesi trascorsi dal lancio hanno anche permesso al team di sviluppo di migliorare enormemente la messinscena delle diverse aree di gioco, ora caratterizzate da molti più dettagli coerenti con il contesto narrativo e storico. Ad esempio, nelle camere dei vari ospiti sono presenti alcune collezioni di celebri dipinti legate in maniera più o meno evidente alle loro personalità, o comunque capaci di svelarci i particolari "mind game" che Mortimer adotta nei loro confronti: in quella di Jacques Peru, noto per aver compiuto azioni cruente in nome del tribunale rivoluzionario parigino, sono disposti enormi quadri raffiguranti alcuni dei più famosi "massacri degli innocenti", mentre in quella di Napoleone trovano sede le rappresentazioni di alcune delle imprese militari più sorprendenti compiute dai grandi condottieri del passato.

Dispiace solo constatare che, come già vi avevamo fatto notare nel primo episodio, l'interazione ambientale venga talvolta resa inaccessibile in maniera arbitraria, anche se magari alcuni indizi sembrino gridare con evidenza la loro correlazione con uno sviluppo di trama o con una potenziale informazione rilevante. Certo, solitamente queste asperità - che vanno comunque imputate a un budget evidentemente limitato - non intaccano minimamente la godibilità complessiva dell'esplorazione. Altre volte, però, ci si ritrova a fare i conti con una certa pigrizia di fondo, come per quanto riguarda la collocazione di alcuni oggetti importanti in luoghi illogici e fin troppo in evidenza. Fortunatamente, Hide and Seek ha più di un asso nella manica, potendo contare anche sulle sue peculiarità più ruolistiche, che vengono a galla con prepotenza durante ogni singolo scambio di battute, resi decisamente più credibili in confronto al passato. L'intera avventura di Louis nella roccaforte di Mortimer è un'affascinante partita a scacchi giocata contro degli abili strateghi, che si spalleggiano di continuo e si forniscono alibi, oppure, al contrario, cercano di far cadere i sospetti sui loro nemici, mettendo sul tavolo tutta la loro secolare esperienza nell'arte dell'intrigo e del sotterfugio. Procedendo nel racconto si scopre di come Big Bad Wolf è riuscita a cesellare con cura l'incontro-scontro tra la fittizia pantomima in atto sull'isola e la realtà storica del mondo, con eventi di assoluto rilievo, come la sopracitata Rivoluzione Francese, che entrano di continuo in rotta di collisione con la nostra storia, dando vita ad affascinanti ripercussioni nel comportamento dei personaggi, nelle loro relazioni e, soprattutto, nelle loro azioni. Lo stesso Lord Mortimer si rivela una figura estremamente intrigante, poliedrica e ancora più temibile di Sarah de Richet, con le mani in pasta un po' ovunque in tutti e cinque i continenti, nei loro governi e nei loro conflitti. Siamo partecipi, insomma, di una continua sovrapposizione di strati narrativi: in questa baraonda noi non siamo altro che l'ago della bilancia, forzati ad equilibrare la nostra curiosità con la necessità di scovare indizi utili al ritrovamento di nostra madre, il tutto dovendo anche tenere conto delle nostre simpatie che si vanno via via generando per l'uno o per l'altro personaggio.

Sul versante del gameplay nudo e crudo, questo secondo episodio non introduce particolari novità, lasciando sostanzialmente immutata la struttura legata allo svelamento delle immunità/vulnerabilità degli interlocutori e allo sfruttamento dei punti "effort" per alimentare le nostre abilità e talenti. L'unico dubbio riguarda forse il bilanciamento della difficoltà: a fronte di alcune conversazioni sicuramente più complesse, ci è parso che il nostro Louis sviluppi in maniera forse un po' troppo repentina le sue statistiche, trovandosi abbastanza presto con un pool di punti effort molto sostanzioso e con numerose skill sbloccate nei tre diversi rami a disposizione (Diplomazia, Occultismo e Detective). Come se non bastasse, se si è abbastanza scrupolosi nell'esplorazione di ogni stanza, è possibile raccogliere un quantitativo assai elevato di oggetti consumabili, in grado di farci recuperare effort (o di azzerarne la spesa). Ci si ritrova perciò con la facoltà di vagliare quasi tutte le opzioni dialogiche di ogni conversazione o interazione, senza dover necessariamente soppesare il rapporto costo/guadagno. Va detto, tuttavia, che la progressione è stata probabilmente pensata in questo modo per consentire ai giocatori di soddisfare appieno la loro sete di sapere. Resta certamente da capire se questo equilibrio si reggerà in piedi anche una volta raggiunti gli ultimi episodi, dove, probabilmente, il protagonista avrà ormai fatto collezione di quasi tutti i talenti. Una soluzione potrebbe essere quella di aumentare progressivamente la spesa di punti necessaria per le azioni speciali, oppure rendere più incisive le penalità subite quando si utilizzano troppi consumabili. Venendo al comparto tecnico, il team di sviluppo è riuscito a risolvere buona parte di quelle problematiche che purtroppo minava l'esperienza del primo episodio, tra cui un framerate estremamente instabile. Dell'aspetto grafico, invece, vi abbiamo sostanzialmente già parlato in riferimento al miglior allestimento delle varie aree della villa. Forse l'unica pecca va ricercata nella soundtrack, con motivetti sicuramente ben confezionati ma forse un po' troppo ripetitivi.


The Council Hide and Seek, recensione foto 1

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