One Piece World Seeker, recensione

01/02/2018 - Punteggio:
One Piece World Seeker, recensione

One Piece World Seeker, di cui trovate il trailer poco sopra, vuole per prima cosa recuperare quello spirito di avventura che permea One Piece e che mai aveva trovato un vero riscontro ludico.

Quante volte infatti avremmo voluto vestire i panni di Rufy, per affrontare il mondo in un'avventura ambientata in una mappa aperta, libera di essere esplorata e in cui possiamo agire come speriamo? 

La demo mostrata ci ha portato su un'isola al cui centro vi è una base della marina, sede di un paese in tutto e per tutto completo, definito da un'area portuale, una agricola e una più residenziale. Le abilità atletiche di Rufy, tra estensione delle braccia ed elasticità nel salto, rendono agevole passare da casa a casa, da albero ad albero e muoversi molto rapidamente tra i tetti della città, non dissimilmente da quanto potrebbe fare il noto super ragno. 

Che storia vivremo?

L'importante è star attenti a non farsi notare dalla marina, anche se per evitare scontri si può sempre mettere k.o. la guardia nemica con una serie di pugni prima che ci veda. Nella demo, Rufy vaga inarrestabile a gran velocità per la mappa sandbox del gioco, in grado di farci comprendere la scala che si vuole dare al titolo e la sua portata, ma non ci ha certo introdotto nel concreto al sistema di quest e sottoquest che è davvero ancora tutto da scoprire.

A parole, l'idea che ci è stata raccontata dagli sviluppatori durante l'evento è quella di un avventura meno legata alle fasi action, ma più vicina all'esplorazione e all'immedesimazione nel protagonista, tanto che per farcela assaporare maggiormente ci hanno comunicato di aver deciso di partire proprio da una storyline originale tangente a quella principale del manga. In questo modo la libertà espressiva del team poteva sviluppare una storia inedita senza alterare il senso di scoperta del giocatore. Dal canto nostro speriamo che essa possa portarci per mare oltre che su una sola isola, così da poter comprendere magari più "mini" saghe al suo interno, parimenti a quanto avviene nell'avventura canonica del manga.

Ma come si traducono in termini di gameplay queste sue prodigiose capacità? Non è ancora chiaro se il titolo permetterà o meno di utilizzare in battaglia tutte le diverse tipologie, ma nella demo abbiamo potuto ammirare almeno gli effetti delle prime due: l'Ambizione della Percezione e l'Ambizione dell'Armatura. Mentre la seconda trasforma la forza spirituale del ragazzo in un'armatura che gli permette di respingere gli attacchi nemici e di potenziare i propri per massimizzare i danni inflitti agli avversari, la seconda, ben più interessante (e forse finora mai proposta in alcun titolo della serie), dona al giocatore una sorta di sesto senso che gli consente di localizzare i nemici situati nella zona circostante e di scorgere persino quelli mimetizzati tra la folta vegetazione.

Sfruttando a dovere questa nuova meccanica, gli utenti potranno dunque determinare con largo anticipo la presenza di avversari nelle zone esplorate e decidere se cercare di aggirarli, sconfiggerli preventivamente con dei colpi mirati, o comunque affrontarli in frenetici scontri diretti.

Sebbene i modelli poligonali dei personaggi risultino tuttora troppo spigolosi, World Seeker vanta un comparto tecnico rinnovato e ben al di sopra degli standard cui ci hanno abituati i precedenti titoli di ONE PIECE, ma che ancora risulta lontano dall'eccellenza raggiunta dal recente Dragon Ball FighterZ. Ciononostante, il mondo di gioco appare molto colorato e vivace, e le texture dei paesaggi attraversati durante la demo vantano un discreto livello di dettaglio. Quel che invero non ci ha convinti è la vegetazione dell'isola, spesso statica, misera e persino ripetitiva, ma che nei mesi a venire potrebbe essere comunque opportunamente rivisitata.


One Piece World Seeker, recensione foto 1

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