Guardians of the Galaxy The Telltale Series, recensione

11/11/2017 - Punteggio:
Guardians of the Galaxy The Telltale Series, recensione

La prima cosa che ci teniamo a dire è che se siete amanti o detrattori delle avventure Telltale, quello che troverete in questo gioco non vi farà certo cambiare opinione. Ciò che abbiamo tra le mani è la loro classica visione di avventura grafica, ovviamente adattata al contesto. Ci sono scelte da fare per quanto riguarda i dialoghi, selezionando la risposta che più ci aggrada tra quelle disponibili entro un tempo limite, ma non mancano certo le scene d'azione, con gli immancabili QTE che conferiscono dinamicità ad una produzione che altrimenti soffrirebbe di un ritmo abbastanza lento.

Quello che ci ha colpito non appena cominciata l'avventura sono i modelli dei personaggi. I Guardiani della Galassia è un brand che nasce sulle pagine dei fumetti Marvel nel lontano 1969 e si riadatta ad una visione più moderna nel 2008. Il vero successo però arriva nel 2014, con l'uscita del film nelle sale cinematografiche, momento in cui i vari personaggi del team vengono impressi nell'immaginario collettivo. Il punto è proprio questo: nel gioco i personaggi non sono creati sul modello degli attori, ma hanno un aspetto più fumettoso.

Aprire e chiudere anelli con uno schiocco di dita

Per rimanere in tema di disamina della narrativa, avevamo premiato l'episodio 4 per la sua voglia di prendersi responsabilità, per gli strascichi che avrebbe potuto avere sul finale, considerando la situazione complessa a cui sicuramente dovrete far fronte in Don't stop believin'. Ebbene, purtroppo i pregi dell'episodio precedente rientrano in quelle dinamiche affrettate a cui facevamo cenno, dal momento che i conflitti e i solchi interiori scavati dagli eventi si risolvono, in questo episodio, praticamente con uno schiocco di dita—con buona pace del pathos e degli eventuali sensi di colpa che vi avevano lasciato.

Di contro, le personalità dei Guardiani emergono con brillantezza e con una scrittura spiritosa anche in questo finale, apparendo di fatto come il maggior pregio narrativo del gioco: vi affezionerete ai cinque supereroi balordi destinati a salvare la Galassia in continuazione, e proprio per questo sicuramente sentirete che avreste voluto vivere con loro una storia più intensa di questa. Nel complesso, anche l'idea di raccontarci i loro trascorsi di episodio in episodio mediante i flashback si è rivelata buona, ma in Don't stop believin' Telltale ha fatto un passo in più: per accompagnarci al finale, ci riporta alla mente alcuni momenti vissuti negli episodi precedenti, che hanno però la colpa—a parte pochi casi—di averci lasciato dentro davvero poco. Se, insomma, le storie del passato dei Guardiani erano toccanti e sapevano catturare l'attenzione, provare a costruire empatia provando a snocciolare gli eventi dimenticabili vissuti insieme negli episodi precedenti non funziona altrettanto bene, ma anzi mette ulteriormente a nudo un intreccio povero rispetto agli standard a cui Telltale ci aveva abituato.

Perché sforzarsi di cambiare quando puoi rimanere uguale a te stesso?

Per quanto riguarda l'avventura controller alla mano, avevamo gradito il tentativo di Telltale di provare a rinfrescare qualche sequenza di gameplay, introducendo l'esplorazione verticale che gli stivali jet-pack di Star-Lord consentono. Tuttavia, per quanto concerne le meccaniche di Don't Stop Believin' ci ritroviamo davanti ad un gioco Telltale tradizionale in tutto e per tutto, che si limita a fasi di dialoghi con risposte multiple con i Guardiani (generalmente ben scritti e apprezzabili) e a sequenze di QTE che ormai non hanno più bisogno di presentazioni. Interessante però l'uso fatto di questi ultimi, anche in questo episodio finale, in accompagnamento alla regia e ai molteplici protagonisti: in alcune sequenze, infatti, non vi limiterete ad utilizzare Peter, ma dovrete premere i tasti indicati per far agire i Guardiani in sequenza, mettendo insieme coreografie d'attacco e difesa che sapranno darvi delle soddisfazioni.

A parte questo, anche la regia nell'episodio 5 fa poco per staccarsi dai canoni della continuity e per farsi ricordare, finendo a sua volta assorbita in quella sensazione generale di compitino che non riuscirete a staccarvi di dosso fino alla fine.

Nel corso della serie non ci ha convinto pienamente l'engine, che per rifarsi alle pellicole abbandona il look fumettistico tradizionale di Telltale, perdendo però di personalità. Di contro, sono poche le incertezze tecniche, a parte qualche rallentamento rilevato nel corso di questo episodio. Menzione di merito invece per la splendida colonna sonora, che con i brani scelti dagli autori rientra perfettamente nelle atmosfere e nello stile dei Guardiani della Galassia, regalando momenti fuori di testa come è la regola sulla Milano.


Guardians of the Galaxy The Telltale Series, recensione foto 1

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