Destiny 2 La Mente Bellica, recensione

16/05/2018 - Punteggio:
Destiny 2 La Mente Bellica, recensione

Destiny 2 non sta affrontando un momento bellissimo: lo spopolamento dei server del celebre MMOFPS e la pioggia di critiche piovuta sull’end-game del titolo vanilla e sulla pochezza, in termini di consistenza, della prima espansione La Maledizione di Osiride hanno fatto sì che questa nuova espansione portasse sulle sue spalle un notevole carico di aspettative.

Vediamo quindi qual è stata la politica di Bungie per risollevare le sorti di Destiny 2 e se con La Mente Bellica sia riuscita nell'impresa.

End-game rimodellato

Dopo gli sviluppi che ci sono stati nel gioco, la strada da intraprendere per la software house di Bellevue era chiara: ascoltare il feedback della community, progettare una soluzione a breve/medio termine e metterla in atto nel miglior modo possibile. Con un occhio al futuro quindi (momento chiave sarà la prevedibile espansione maggiore in autunno) Bungie ha deciso che i tre grandi pilastri su cui basare questa espansione sarebbero stati: un ecosistema contenutistico in grado di occupare i giocatori per mesi, una campagna avvincente e infine una ristrutturazione del comparto PvP e delle armi esotiche. Partiamo quindi dal primo.

Per soddisfare i palati dei giocatori di Destiny, è necessario fornire dei contenuti in grado nei mesi a venire di mantenere alto l’afflusso di connessioni ai server; di conseguenza la strategia effettuata da Bungie è stata quella di rivedere il livello di difficoltà delle attività quali assalti, pattuglie e Cala la Notte e di inserire una attività (oltre al secondo covo del raid) per solidificare la struttura end-game di Destiny 2. Il Protocollo d’Intensificazione, questo il nome dell’attività, è ad oggi la migliore presente in Destiny 2: nella sua semplicità di base infatti racchiude un insieme di meccaniche e una difficoltà di completamento davvero proibitiva se non affrontata con un team affiatato.

L’attività consiste in una modalità orda a sette ondate in cui sono presenti non solo un boss finale di livello 400 (l’attuale level cap è stato aumentato a 385), ma anche alcuni passaggi in stile raid che prevedono la massima collaborazione della squadra per essere completati. Attivabile durante le pattuglie, il Protocollo d’Intensificazione potrà essere svolto fino a un massimo di nove persone (tre squadre da tre) e fornirà ricompense uniche sia in termini di armi che in termini di armature, con l’ultimo boss che varierà di settimana in settimana fino ad un massimo di cinque rotazioni, rilasciando di volta in volta un pezzo specifico di armamento a settimana. Oltre a questa attività, ai sopracitati assalti e Cala la Notte, l’altro pilastro delle nuove attività end-game sarà il secondo e ultimo covo del raid Il Leviatano chiamato Pinnacoli Siderali. Questo nuovo covo, resta in linea con il suo predecessore, offrendo nuove sfide e nuove ricompense ma a differenza del covo Divoratore di Mondi avrà una componente narrativa più marcata: con l’Imperatore Calus che vi convocherà per proteggerlo dagli ultimi esponenti della Legione Rossa intenti a spodestarlo dal suo trono dorato. Per quanto quindi il covo Pinnacoli Siderali non stravolga il panorama dei raid di Destiny 2, è sicuramente lodevole come questo serva a concludere un arco narrativo iniziato con l’avventura principale.

Buona parte delle altre novità che hanno in qualche modo "rassettato" Destiny 2 non sono direttamente legate al DLC, e sono arrivate invece con l'update gratuito che ha dato il via alla terza stagione. Ad esempio è stata rivista la struttura e la natura degli assalti eroici, che hanno adesso dei modificatori giornalieri in grado di renderli meno prevedibili. Nonostante questo è difficile considerare gli Assalti (al di là del Cala la Notte) come delle attività davvero interessanti per chi ha intrapreso la scalata verso il level cap. Abbastanza vistosa, inoltre, la solita tendenza al riciclo di Bungie, che ancora una volta ha estratto due delle missioni della campagna per trasformarle nei nuovi Strike disponibili per tutti i giocatori. Solo gli utenti PS4 hanno un assalto completamente inedito, piacevole ma non ai livelli dell'ottimo Pyramidion.

La ristrutturazione del Crogiolo passa invece per l'inserimento di due diverse classifiche per i giocatori, a seconda che si decida di giocare le partite veloci oppure le competitive. Nel primo caso il ranking è solo incrementale: più si gioca e più si sale, ed una volta arrivati alla fine è possibile resettare tutto come per guadagnare un "grado di prestigio" ormai diffuso in tutti gli sparatutto multiplayer. Così facendo, per altro, è possibile ottenere equipaggiamento discretamente potente. Il rank del competitivo, invece, sale e scende a seconda del numero di vittorie o sconfitte, e l'obiettivo in questo caso è quello di raggiungere il grado tre, per conquistare così l'arma stagionale. L'introduzione di Gloria e Valore sarebbe decisamente apprezzata, se non fosse che Bungie ancora non ha risolto i problemi del Matchmaking. Destiny 2 continua ad assemblare le partite secondo criteri se non altro bizzarri, prediligendo, al bilanciamento, la velocità nella costruzione del match. Capita insomma di trovare partite male assortite, con ad esempio quattro giocatori singoli che affrontano un team composto da "3 + 1". Alle volte si finisce invece in squadre non complete, costretti a subire l'inferiorità numerica.

Le incertezze del matchmaking devono essere risolte al più presto, magari facendo in modo che l'algoritmo di creazione delle partite tenga conto in maniera più intelligente dei nuovi valori aggiunti con l'update. Discorso a parte vale per le Prove dei Nove, ormai attività dedicata solo ed esclusivamente ai mostri del PvP, che fanno il bello e il cattivo tempo, dal momento che gli accoppiamenti non tengono assolutamente conto del livello della squadra, e quasi sempre i match si risolvono in un gioco al massacro. Senza mezzi termini ottima la revisione di una cospicua parte delle armi esotiche, che adesso sono più caratterizzate nelle modalità di fuoco e più determinanti in molte situazioni (sia nel PvP che nel PvE). Finalmente Destiny 2 si riappropria di uno degli elementi distintivi del brand, rivalutando l'importanza delle bocche da fuoco più rare. L'aggiunta dei Catalizzatori, in grado di rendere "prodigiose" alcune esotiche, è inoltre perfetta per chiunque voglia massimizzare l'efficacia del proprio armamentario sulla lunga distanza. Ultima nota prima di chiudere la dedichiamo all'acquisizione dei livelli di potere, che Bungie ha reso lievemente più complessa. Usiamo specificatamente questo aggettivo, perché al di là delle dichiarazioni del team di sviluppo, la corsa verso il level cap non sembra essere così tanto frenata. Con un po' di pianificazione e un pizzico di tattica nella decifrazione degli engrammi di alto livello, è possibile superare il livello 360 anche in questa prima settimana di vista del DLC. Tra pietre miliari, incursioni e nightfall immaginiamo che un altro paio di settimane siano sufficienti per toccare la vetta: forse un po' troppo poco se si considera che i contenuti di Warmind dovrebbero bastare perlomeno fino a settembre.


Destiny 2 La Mente Bellica, recensione foto 1

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