Call of Duty Black Ops 4, anteprima

19/05/2018 - Punteggio:
Call of Duty Black Ops 4, anteprima

Activision ha presentato a Los Angeles Call of Duty: Black Ops 4, il quindicesimo titolo della remunerativa saga di sparatutto in prima persona – l’ultimo capitolo è riuscito a totalizzare oltre 1 miliardo di dollari nei primi due mesi di vendita– , in arrivo per PlayStation4, Xbox One e PC il 12 Ottobre

Dopo il capitolo dello scorso anno, sviluppato da Sledgehammer Games, che ha riportato i player alle origini della saga con la Seconda Guerra Mondiale,  la palla passa nuovamente in mano alla Treyarch per proseguire il filone BlackOps con un ambientazione tra il moderno ed il futuristico interamente con i “piedi per terra”, quindi niente jetpack e wall running.

Per il multiplayer tornano gli specialisti come su BlackOps3, ognuno con abilità speciali ed una propria storia personale, cambia la gestione delle cure – non più automatiche, ma il player dovrà scegliere il momento migliore per trovare riparo e curarsi -, così come il sistema delle armi: ottimizzato il sistema del rinculo e migliorate le animazioni,  in più ogni arma avrà degli accessori specifici ( permettendo ai player di gestire al meglio il proprio setup).

Come nei precedenti capitoli, anche su Black Ops4 torna la modalità Zombie che offrirà già al lancio tre esperienze differenti, permettendo ai player di sfidare le ordate di non morti gestendo a proprio piacimento vari parametri (dai danni causati dai zombie, alla loro velocità, passando per resistenze) per ottenere l’esperienza più adatta alle proprie skill. Assente invece una vera e propria campagna single player, sostituita da mini campagne dedicate alla storia personale di vari specialisti.

La vera novità è la modalità Blackout, un vero e proprio battle-royale che darà ai player accesso a combattimenti all’ultimo sangue (con l’ausilio di mezzi di terra, aerei e navali), da cui emergerà vincitore l’ultimo sopravvissuto, nella più grande mappa mai sviluppata per Call of Duty che unirà le ambientazioni di tutti i titoli della saga prodotti da Treyarch, incluse quelle delle modalità zombie.

Passiamo al lato putrescente del gioco, nel senso stretto del termine, ovvero la modalità Zombie. Amata da una grandissima quantità di pubblico, per la sua natura marcescentemente spettacolare, per la sua base cooperativa e per l’intrinseca follia delle storie e delle situazioni, anch’essa si rinnova e sorpassa a destra la campagna, appena approdata sulla cronaca nera della stampa specializzata di maggio. Gli aspetti narrativi devono passare da questa modalità, e siccome una storia è sembrata poca ai ragazzi di Activision, si è deciso di proporne ben 2 al lancio. Due ambientazioni diverse geograficamente e cronologicamente, che rispettivamente prendono il nome di IX e poi di Voyage of Despair. In realtà di esse abbiamo solo i trailer, più o meno approfonditi, che si sono visti durante la presentazione. La prima zombie experience ci proietta dritti in un’arena per gladiatori dell’antica Roma. All’acclamare di Massimo Decimo Mer… ah no quella è un’altra storia, i 4 personaggi devono respingere e fermare l’invasione zombie generata dall’attivazione di un manufatto. La sorpresa, ovviamente, oltre che dall’ambientazione, in questo caso deriva proprio dal gameplay, che sembra molto più vicino a quello di un action spada e scudo piuttosto che a quello di uno shooter. La curiosità, ma anche i dubbi, in questo caso sono tanti, staremo a vedere: sbalordimento stellare, ma d’altronde meglio così, che la solita storia.

Si continua volando a un’epoca completamente diversa, quella dei primi decenni del Novecento,  con il disastro del Titanic che diventa il pretesto di un’avventura Zombie sulla nave. Le premesse sono le medesime, con questo manufatto che allo stesso modo diventa l’autore di una trasformazione zombie dei passeggeri, il primo easter egg in questo caso è telefonato e ce lo aspettiamo: My Heart Will go On, un pizzico d’amore Zombie nell’aria e… Treyarch, mi raccomando.

Si chiude poi con il gran ritorno della cricca di Origins in  Blood of the Dead, anche se solo con un classico teaser.

Tutte le "esperienze" Zombie sono intrinsecamente personalizzabili, in modo tale che ognuno può artificialmente adattare la difficoltà alle proprie caratteristiche, che sono poi condivisibili in modo tale da poter sfidare gli amici gareggiando con le stesse regole. Arrivano poi le Callings, modalità disponibili a periodi, che vanno ulteriormente ad arricchire la già strabordante ondata di contenuti della modalità Zombie.

La tentazione è quella di credere in un notevole ampliamento dei contenuti in corsa, pur partendo da basi sostanzialmente triplicate rispetto al passato. 
E’ chiaro che le risorse di una campagna, ultimamente non più di vero interesse per il pubblico (parlano le percentuali dei trofei di completamento) e talvolta sottotono, siano state reindirizzate lì dove la community è andata ad accentrarsi, garantendo negli anni un grande supporto.

Il terzo pilastro, o così hanno voluto vendercelo, è Blackout, la battle Royale secondo Activision. In pratica gli assets storici di anni di Call of Duty, così come le mappe che ad ogni versione del multiplayer sono state sedi degli scontri a fuoco, vanno a riempire la mappa di gioco. Viene da sè pensare che lo studio dei singoli pezzi, maturato con gli anni e con l'esperienza, possa rendere veramente avvincente la guerriglia che avrà luogo nei vari agglomerati urbani, in maniera più tattica e tecnica rispetto ai diretti concorrenti. Un Call of Duty che impara a giocare al Battle Royale, piuttosto che un Battle Royale che si diverte a prendersi gioco di Call of Duty.

Questo ovviamente più che una presa di coscienza è un augurio che ci facciamo, sperando che i ragazzi di Treyarch abbiano trovato il modo di incarnare questa consapevolezza al meglio. 

 


Call of Duty Black Ops 4, anteprima foto 1

Call of Duty Black Ops 4, anteprima foto 2