Batman The Enemy Within, recensione

24/10/2017 - Punteggio: 80
Batman The Enemy Within, recensione

Dopo una partenza moderatamente efficace, la serie che Telltale aveva dedicato, lo scorso anno, al Cavaliere Oscuro, ha inciampato a più riprese senza riuscire a convincere pienamente il pubblico. Nonostante fosse apprezzabile la volontà di tratteggiare una Gotham "alternativa" a quella di film e fumetti, reinterpretando eventi e villain classici dell'opera originale, le falle della sceneggiatura e, più specificatamente, la fretta con cui gli eventi erano raccontati, smussavano di molto il fascino del racconto interattivo. Senza contare, poi, l'interpretazione non proprio convincente di alcuni antagonisti, tra cui lo spuntatissimo Pinguino.
Dopo aver ascoltato i feedback del pubblico, la software house si è rimboccata le maniche e si presenta sul mercato con la seconda stagione del suo Batman, titolata The Enemy Within.
Il primo episodio, The Enigma, mostra alcune intriganti novità su tutti i fronti: gradite modifiche alle fasi action, una maggiore attenzione alle conseguenze delle nostre scelte, e soprattutto la volontà di prendersi i suoi tempi. Le oltre due ore in cui si dipana il racconto, del resto, bastano ad introdurre nuovi personaggi, far rispuntare una vecchia conoscenza che ben presto si trasformerà nella più conosciuta nemesi del pipistrello, e liquidare la prima minaccia che Batman deve affrontare in questa nuova serie: l'Enigmista.

È sempre Batman, ma con qualcosa in più

Dal momento che le vostre scelte avranno un effetto anche sulle persone che avrete intorno, questa volta Telltale non si è limitata alle diciture "questo personaggio si ricorderà di cosa hai detto", ma ha introdotto un vero e proprio sistema di relazioni. Non potrete vedere su schermo a che punto si trovi la vostra relazione con qualcuno, ma le vostre parole e le vostre decisioni avranno sempre delle ripercussioni, positive o negative, indicate da "la tua relazione con questo personaggio è cambiata": deludere un personaggio, ad esempio, farà calare il rapporto con voi, e ci aspettiamo che negli episodi futuri questo porti a delle conseguenze e a delle differenze di comportamento e d'interazione con quest'ultimo.

Oltre al sistema di relazioni, The Enigma introduce anche un vero e proprio inventario di oggetti a disposizione di Batman, che per certi versi fa somigliare The Enemy Within un po' di più ad un'avventura grafica standard. La cosa curiosa è che, per ora, sebbene gli oggetti vengano mostrati quando vengono aggiunti all'inventario, non è possibile richiamarli a piacimento, quindi attendiamo di scoprire se e come questa feature sarà sfruttata in modo più approfondito.

Ci sono novità anche per i QTE, che sono ormai parte dello scheletro dei videogiochi firmati Telltale: non vi troverete solo di fronte a bottoni da premere quando indicato, ma ci saranno anche delle vere e proprie sequenze di tasti da inserire in un tempo limite, pena far fallire l'interazione e rischiare di morire. Sebbene la meccanica sia semplice è risultata efficace in diverse sequenze e riteniamo positivo il fatto che il team di sviluppo tenti, con piccole aggiunte, di cambiare la sua formula. All'interno di Guardians of the Galaxy, ad esempio, abbiamo notato pochissimi tentativi di rischio da parte della software house, che si è limitata ad introdurre solo alcune esplorazioni in verticale. Questa volta il team statunitense si è giocato qualcosa di più e per ora la formula complessiva, stando a queste premesse, può risultare interessante.

A proposito di gameplay, tornano le fasi di investigazione e di collegamenti tra indizi che avevamo visto nella prima stagione di Batman: ancora una volta i link da stabilire risultano essere estremamente basilari, ma le fasi di indagine sono sostenute da una buona scrittura—capace di dare vita ad un'atmosfera che da sola può valere il prezzo del biglietto. Onnipresenti, ovviamente, i dialoghi, con le risposte multiple che, come accennavamo, potrebbero avere degli effetti sulle relazioni che avete con i personaggi protagonisti delle vicende.

Come nel primo episodio, The Enemy Within mantiene in modo deciso il binomio Bruce Wayne/Batman, proponendo anche delle scene alternative che potrete vivere in base alle vostre scelte: potrete, ad esempio, seguire una pista e presentarvi come Bruce in una scena, oppure fare le cose nei panni di Batman e provare a seguirne un'altra in una sequenza alternativa. Proprio come accennavamo, insomma, fin da questo primo episodio Telltale è riuscita a mettere davvero il controller nelle mani del giocatore, sfidandolo a trovare la sua strada e il suo modo di fare le cose. Il conto, se questa volta la scrittura si manterrà fedele alle promesse del prologo, ci sarà presentato nei prossimi capitoli.

Questione di idiomi

Siamo obbligati a segnalare ancora una volta che, nonostante siano molti i fan dell'Uomo Pipistrello anche nel Belpaese, Batman: The Enemy Within è disponibile in inglese e con sottotitoli in inglese. In alternativa, potete scegliere di vedere i testi in francese, cinese semplificato, cinese, tedesco, russo, spagnolo, portoghese e arabo. Nessuna possibilità di giocare il titolo anche in italiano, proprio come successo nella prima stagione. Con ogni probabilità, solo un numero di vendite notevole in Italia potrebbe convincere Telltale ad agire diversamente, proponendo magari almeno i sottotitoli nella nostra lingua.

Per rimanere in argomento, appuntiamo anche che pur con un'ottima conoscenza dell'inglese ci sono le anteprime di alcune risposte—quelle che vengono brevemente visualizzate nella risposta multipla—che non sempre lasciano intendere facilmente in cosa consisterà la replica estesa che Batman/Bruce fornirà al personaggio che ha di fronte. Per farvi un esempio, vi capiterà ogni tanto (parliamo di episodi per niente frequenti, lo sottolineiamo) di selezionare una risposta che veniva magari indicata semplicemente come "stai calmo", per poi sentire Bruce andare oltre e proferire qualcosa che potrebbe far infuriare il vostro interlocutore, lontanissima dalle intenzioni che avevate quando la avete selezionata. Speriamo che, vista l'assenza dell'italiano, negli episodi futuri Telltale possa usare in maniera meno ambigua almeno la lingua inglese, trattandosi di una serie di videogiochi che si basa proprio sulle possibilità di scelta del giocatore—che vuole esprimersi, non fraintendere.


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